Stefano, Fabrizio ed Enrico sono amici da una vita legati dagli stessi ideali e dagli stessi sogni. Insieme gestiscono una piccola casa di produzione con la speranza di tornare a realizzare documentari a tema sociale mentre ora debbono accettare riprese di matrimoni e spot in cui prevalgono le scelte compromissorie. Quel tanto desiderato progetto sembra finalmente arrivare insieme a un considerevole guadagno economico. Chi lo propone però non è propriamente 'immacolato'.
"Il terzo segreto di satira" al suo primo lungometraggio affronta un tema su cui è sempre bene interrogarsi: fino a che punto è possibile accettare i compromessi che fanno parte della vita ma nei confronti dei quali è bene restare quantomeno vigili?

I protagonisti si trovano dinanzi a un'offerta difficile da rifiutare per quanto è allettante ma buttare a mare quel po' di ideale sopravvissuto sarà la cosa giusta da fare?

Il gruppo affronta l'argomento con spirito e arguzia immutati ma fatica a prendere le giuste misure sul piano della sceneggiatura. Passare dal tempo breve del cortometraggio o dal contatto diretto con il pubblico a un film di 89 minuti crea indubbiamente delle difficoltà che in questo caso emergono con evidenza. Ci sono situazioni come quella della richiesta dello spot proveniente dal sindacato e dall'ANPI che funzionano nel momento in cui vengono proposte, anche grazie alla misura che Paolo Rossi offre al suo sindacalista ormai un po' usurato. Quando però la si ripete e si reitera anche lo spot il deja vu incombe.

Così come accade con tutto il detour legato al desiderio di partecipare al G8 di Genova, finalizzato a rivelare un dettaglio non secondario della vita di uno dei tre, che finisce, essendo troppo lungo, con lo spezzare il ritmo della narrazione. Tutto questo dispiace perché non mancano i momenti folgoranti (uno per tutti: la scena con Peter Gomez e Lilli Gruber) che testimoniano della qualità della satira e dell'autoironia non banale degli autori. Che sarà bene che proseguano nello scrivere e girare lungometraggi. Magari con una revisione di sceneggiatura in più o con qualche 'cut' al montaggio


 

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