Aldo Moro vive. A prescindere. Anzi, proprio per confessare il suo j’accuse verso chi ne permise la condanna a morte. Perché il grande cinema sa penetrare la Verità usando la finzione e in pochi, quanto Marco Bellocchio, ne sono maestri. Così accade che con la sua arte il Maestro torni a rivisitare la Storia italiana attraverso la tragedia di Moro, e con essa a toccare il sublime.

Si ravvisa infatti tutta l’essenza dell’anima, intelligenza e cuore del grande cineasta piacentino in Esterno notte, “opera audiovisiva” di altissimo livello artistico e politico, film a lunghezza seriale concepito per cinema e tv, del resto per Bellocchio “serie… film: ha poca importanza l’aspetto terminologico, più che altro per questo racconto lungo e complesso si è subito capito che era necessario un tempo maggiore di quello di un film, e la forma seriale si è imposta nella sua scansione di sei episodi”. Così, il “controcampo” di Buongiorno, notte lo vedremo in due “momenti” e su schermi differenti: come film al cinema diviso in due parti, la cui prima esce oggi in contemporanea alla presentazione in prima mondiale al Festival di Cannes (la seconda invece è prevista per il 9 giugno) mentre in autunno sarà trasmessa come serie in sei episodi su Rai 1.


 

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