«É un programma di libri e sui libri attraverso i sentimenti più diffusi. Ma serve molto a noi adulti, perché credo sia una straordinaria occasione per capire, anzi per apprezzare, i ragazzi».
Lo scrittore e sceneggiatore Maurizio De Giovanni ("Il commissario Ricciardi", "I bastardi di Pizzofalcone". "Mina Settembre", "Sara") e la conduttrice Greta Mauro sono in tv (dal lunedì al venerdì, alle ore 15:20 su Rai 3) insieme a nove millennial (ragazze e ragazzi tra i 18 e i 25 anni) per parlare di vita vissuta analizzando tre testi (un grande classico, un romanzo contemporaneo e un libro di saggistica) in compagnia di tre personalità del mondo della cultura e della letteratura.

De Giovanni, cosa accade ne "La biblioteca dei sentimenti"?
«Quindici puntate - cinque alla settimana - per mostrare come, attraverso la letteratura, sia possibile comprendere meglio emozioni e stati d'animo».


Temi e discussione la "guidano" i giovani?
«Sì, e sono stati una vera scoperta. La mia è stata ad esempio una generazione fondata sull'ideologia: questa invece pensi sia più vuota per "colpa" dei social».


Invece?
«Invece ci siamo trovati di fronte a ragazzi preparati pur se molto digitalizzati.


De Giovanni, cosa accade ne "La biblioteca dei sentimenti"?
«Quindici puntate - cinque alla settimana - per mostrare come, attraverso la letteratura, sia possibile comprendere meglio emozioni e stati d'animo».


Temi e discussione la "guidano" i giovani?
«Sì, e sono stati una vera scoperta. La mia è stata ad esempio una generazione fondata sull'ideologia: questa invece pensi sia più vuota per "colpa" dei social».


Invece?
«Invece ci siamo trovati di fronte a ragazzi preparati pur se molto digitalizzati.

Mi ha colpito che provano emozioni continue, che hanno la nostalgia del futuro». 

Quali sentimenti vengono toccati?
«I primi sono felicità, seduzione, narcisismo, nostalgia, coraggio. Tra gli altri, discuteremo con Cristina Dall'Acqua, Lina Sastri, Chiara Lalli, Marcello Veneziani, Viola Ardone, Lella Costa, Franco Arminio».


I giovani leggono? E, soprattutto, guardano la tv?
«I libri per ragazzi hanno grande successo, poi c'è un "buco" di lettori tra i 18 ed i 30 anni. Quindi si riprende a leggere via via sempre più. Però i giovani si informano; magari non approfondiscono perché fanno tutto velocemente, però sanno cosa accade. E le piattaforme come Rai Play consentono di vedere la tv come piace a loro, cioè con i loro tempi e gusti».


Cosa porterà il 2024?
«Vedo troppi eventi pericolosi, cui rischiamo di "farci l'abitudine". Questo mi agghiaccia. E noi dovremmo abituarci a pensare con maggiore impegno civile».

 


 

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